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Benessere Animale |
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CRITERI
DI SCELTA (o
di rinuncia)
Cane
o gatto? Questo
è il problema. A
dir la verità non è tanto un problema in quanto spessissimo almeno sulla
specie animale non ci sono dubbi: ci sono persone che prediligono i felini e
altre che adorano i cani; le due categorie sono abbastanza ben separate e non sono molti
coloro che indifferentemente “amano” entrambe queste due specie animali.
La
difficoltà della scelta riguarda comunque soprattutto coloro che desiderano
un cane, data la vastissima gamma di possibilità che questa specie offre.
E
qui cominciano i guai per l’animale che più di qualsiasi altro è soggetto
alle mode, le quali, come si sa, badano più a criteri
estetici e decorativi che ad altro. C’è stato l’anno del bobtail,
quello del bull-dog, quello ricorrente del dalmata (di solito coincide con la
riedizione periodica della “Carica dei 101”), c’è stato l’anno dello
Scottish terrier (pubblicità della nota marca di whisky), e così via.Ci sono
poi razze sempre sulla breccia
come il pastore tedesco, il setter, il
beagle o il cocker, che non hanno bisogno di essere “lanciate” da
spot pubblicitari. Oggi “vanno molto” i labrador e i golden retriever
(cani di buon carattere), ma anche i vari molossoidi più o meno pesanti e
ingombranti. Veniamo
al dunque. Esistono dei criteri di scelta? Sì,
certo. Gli
anglosassoni, maestri della shematizzazione, suggeriscono di considerare
almeno sempre quattro fattori: I
primi tre criteri sono facilmente comprensibili, mentre purtroppo l’ultimo e
più importante, viene sovente assolutamente trascurato, motivo per cui così
frequentemente il cane e il proprietario prendono strade diverse: l’abbandono
in Italia è sempre di gran moda come soluzione cane rompi... Consideriamo
il primo fattore, cioè la dimensione. E’
importante rispettarli sempre, sia dal punto di vista fisico che da quello
mentale. Storiella
inerente: Veniamo
al tipo di mantello: alcuni cani
presentano non pochi problemi per la gestione
della pelliccia. I
pastori bergamaschi, i bobtail, i levrieri afgani, i collies e simili hanno
necessità di cure costanti del pelo, che in certe razze può anche crescere
praticamente in maniera continua. Alcuni cani piccoli, ma con il pelo lungo,
vivendo in città si comportano da veri e propri aspirapolveri e raccattacarta
(e schifezze assortite). Necessità
di cure particolari: cosa si
intende con ciò? Alcuni
cani hanno, associate a particolari caratteristiche fisiche o genetiche,
alcune possibili patologie o
tratti poco gradevoli. Ricordatevi di chiedere informazioni ad un veterinario PRIMA di comprare cani o gatti. E
lo stile di vita? Purtroppo
c’è poco da dire. Ripeto che fondamentalmente ci vuole un grosso rispetto
per l’animale, e che a volte l’amore lo si dimostra di più rinunciando che prendendo.
L’acquisto
del bellissimo Akita-Inu o dell’Alaskan Malamute si spera sia riservato a
coloro che vivono in località alpine o quanto meno fresche.
Chi passa la maggior parte della giornata fuori di casa, se veramente
rispetta gli animali, non deve prendere un cane, che abbandonato a se stesso
per ore ed ore passerà il tempo a fare scempio di divani e tappeti o ad
abbaiare provocando le ire dei condomini.
Questo non è un dispetto come
la maggior parte dei proprietari crede, ma scaturisce dalla noia che l’animale
prova in un ambiente statico dove
nulla succede. E’
molto difficile per una persona che vive da sola e lavora poter gestire
correttamente un cane, meglio decisamente scegliere un gatto, anzi due, che si
terranno compagnia durante le lunghe ore di assenza dell’amico umano. E
tutti quelli che non hanno scelto,
ma che per cause di forza maggiore (autostrada o marciapiede) si trovano a
dover gestire animali che mai e poi mai sarebbero andati a procurarsi
spontaneamente? Bè,
qualche imprevisto ci vuole nella vita, se no dov’è il divertimento?. Se
proprio non riuscite a separarvi dal cucciolo di Terranova che vi hanno
lanciato dentro al gommone mentre facevate una gita sul Tevere, poco male, l’importante
è che ogni tanto lo portiate a fare una nuotatina.
Gatti.
Credo
che quasi il settanta per cento dei gatti attualmente di proprietà di miei
clienti siano animali trovati e non acquistati. Tranne qualche esemplare di razza, persiani o siamesi o certosini, quasi nessuno ha potuto scegliersi il gatto, per cui parlare di criteri di scelta per questo animale è decisamente poco utile allo stato attuale. L’unico
dato da tenere presente è che i felini a pelo lungo possono dare un po' più
da fare, soprattutto se si è sfortunati e capita il persiano che non è d’accordo
sul fatto di farsi spazzolare una volta al giorno e ve lo fa capire
chiaramente (fauci di perla e artigli di
cristallo).
Una
certa percentuale di gatti, anche se nati in casa e abituati fin da subito
alla presenza umana, non è particolarmente socievole e non vi permetterà mai
di “stropicciarli”, che è in realtà uno dei motivi per cui l’uomo vive
con il gatto. I
felini hanno una gran varietà di comportamenti “casalinghi” diversi. A
seconda della maggiore o minor fortuna vi può capitare quello che scala le
tende e vi piomba in testa dal soffitto, quello che distrugge il divano
affilandosi quotidianamente le unghie, quello che salta sui fornelli e dentro
le pentole per controllare cosa gli state preparando per il pranzo....
Di solito la maggior parte dei guai cessano con l’età adulta e con l’acquisizione
di una certa saggezza. E’ vero che i cuccioli sono tanto teneri, ma a volte
vi assicuro che prendere un gatto già cresciuto e dal carattere noto vi
risparmia un sacco di problemi. Importante: non si devono MAI fare regali a sorpresa con gli animali. Se questi non sono
desiderati difficilmente tornano al mittente e quasi mai i negozianti o gli
allevatori riprendono il dono indietro. Bisogna essere assolutamente certi di
fare un regalo desiderato. Nel
dubbio astenetevi. Un
ultimo consiglio che riguarda i mici-amici: per quanto possa sembrare strano
il gatto necessita di un certo spazio vitale. In
ambienti troppo piccoli e con poco o nulla da
esplorare tendono ad avere problemi comportamentali: o ad essere bulimici, aiutati da persone che forniscono cibo in continuazione, o
addirittura aggressivi, a volte in maniera violenta ed incontrollata.
Attenzione
quindi a tenere troppi gatti insieme in piccoli spazi. Può darsi che non
succeda nulla e che i felini si amino e giochino allegramente, ma è anche
possibile che se le diano di santa ragione o che scarichino il nervosismo sul
proprietario. Valutate
quindi attentamente se è il caso di aggiungere altri mici ai vostri già
coabitanti. In caso negativo cercate al nuovo trovatello una sistemazione
finche è piccolo e relativamente facile da accasare e non quando ha due anni
e la probabilità di trovare un nuovo proprietario è decisamente ridotta.
Aggiungo
un criterio di scelta in più, ormai purtroppo obbligatorio, cioè il costo. E’
piuttosto diffusa la convinzione che per costo dell’animale ci si riferisca
al costo di acquisto iniziale e basta. In realtà la spesa di acquisto è
decisamente “il minore dei mali”. Alla
prima visita si devono aggiungere le vaccinazioni, indispensabili per evitare
problemi gravi e a volte letali per i cuccioli. Il costo medio di una visita
si aggira sui 30 €, variabile anche a seconda della città. La
vaccinazione costa qualcosa in più, ma il cucciolo di cane nel primo anno di
vita deve essere sottoposto ad almeno tre richiami, mentre generalmente il
gatto se la cava con due vaccinazioni. Ogni anno le vaccinazioni devono essere
ripetute, con l’eventuale aggiunta dell’antirabbica (cane e gatto) e della
vaccinazione per il virus della leucemia felina (FeLV) nel gatto. Nelle zone a
rischio si effettua la profilassi per la filariosi cardiopolmonare.
Variazioni dello schema vaccinale sono possibili a seconda della
situazione di vita dei soggetti. Cane:
il costo maggiore, soprattutto per i cani di grossa taglia, è legato all’alimentazione.
Nutrire il cane con cibo di buona qualità, casalingo o preconfezionato, può
costare giornalmente 1 o 2 €, che devono essere almeno raddoppiati o
triplicati per i cani di taglia gigante. L’eventuale
permanenza estiva del cane in una pensione, se ci si reca in luoghi nei quali
l’amico peloso non ci può seguire, può costare dagli 8 ai 15 € o più al
giorno, e ci si deve ricordare di prenotare con largo anticipo se si parte nei
periodi “soliti” (luglio e agosto). Ricordarsi
di assicurare il cane: il proprietario è ritenuto responsabile dalla legge di
qualsiasi incidente che l’animale possa provocare, sia alle persine che alle
cose. Obbligatoria (legge 281 del 1991) anche la denuncia di possesso dell’animale
(Comune o Assl Veterinaria, Ufficio tutela animali) ed il tatuaggio dello
stesso o identificazione con microchip. Gatto: i
costi sono più ridotti, ma il cibo e la lettiera possono costare anche 1 €
al giorno. Dato tecnico che però se ignorato costa caro: non buttare
mai la lettiera del gatto nel WC, si corre il rischio di dover ricorrere all’idraulico
e al muratore per sgorgare le tubature (altro che parcella del veterinario!). Il
gatto sopporta male di essere portato in pensione, la soluzione migliore
sarebbe di trovare una persona di fiducia che possa recarsi a casa vostra e
occuparsi del micio per almeno un’ora al giorno (cibo, pulizia, coccole,
ecc.). Anche in questo caso è necessario essere previdenti e preoccuparsi di
risolvere il problema “vacanze” con un certo anticipo.
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